News Entertainment Róisín Murphy: Il Concerto di Milano
0
Alcatraz

Published :

La Raffinata Arte di Essere (e Far Ballare) RÓISÍN MURPHY

Il Concerto di Milano

L’altra metà del cielo del leggendario progetto dance Moloko è stata di nuovo in Italia, in un’unica data e show artistico costruito ad hoc per ammaliarci, intrattenerci e farci capire senza mezzi termini che siamo le versioni migliori di noi stessi quando siamo in pista a scatenarci.

Essere irlandesi pare sia un must della stagione culturale che viviamo e Róisín Murphy lo è, anche da parecchio, diciamo da sempre (!) ma soprattutto è stata tanto altro, e lo è ancora. Quando vedi un’artista come lei hai la percezione plastica di comprendere il termine polùmetis, che alla fine lo era Ulisse per Omero, dalle mille sfaccettature e arguzie.

Un’Artista Multifaceted

Nel live dell’Alcatraz del 19 marzo, unica data per l’artista in Italia, ovviamente a Milano, non ha dato motivo al suo pubblico altrettanto polimorfo di non crederlo. Del resto di chi stiamo parlando: l’altra metà di Mark Brydon e dei Moloko, una pioniera dell’elettronica e della dance, un’artista che si è presa anni per capire chi era e cosa voleva fare considerando le mille influenze raccolte e rielaborate sotto forma di hit, capace di mettere insieme il sound della Carrà a quello della minimal.

Un Sound Inconfondibile

Un soggetto incredibilmente affascinante, io sono qui per un buon 50% come richiamo al fascino di questa figura quasi senza tempo. L’altro 50% è per ballare. Cosa dire di Róisín? Una future nostalgia di un electro-pop estremamente raffinato, con diversi innesti del repertorio del suo storico duo (si inizia e si chiude con Pure Pleasure Seeker), perchè il passato non si rinnega anzi si interpreta e valorizza; un sound mai scontato, condito di brazilian vibes e techno al limite del modernismo brutale, si, ma mai cacofonico, e come si potrebbe con quella voce roca e suadente?

L’Ironia di Róisín

È l’ironia che Róisín porta sul palco, nei suoi album, nel suo sguardo cosi intensamente magnetico che lancia al pubblico, in camera, ovunque, nei suoi innumerevoli cambi d’abito, tutti rigorosamente quasi a ridosso del palco, sfondando buffescamente le pareti del metateatro. L’ironia, ecco, è per me quello che sta dietro la Murphy e lo show di ieri sera, il leitmotiv dello European Tour che si è portata a casa diversi sold out in varie capitali.

Lungi dal volersi porre come un momento da greatest hits collection, la Murphy ha messo su una commedia della dance che spazia dagli anni ’90 ai giorni post-moderni del sincretismo rock-elettronico sottolineando un grande punto di verità, spesso poco immediato, abituati come siamo a considerare un genere musicale adatto per qualcosa piuttosto che per altro: quando la gente balla è sicuramente, e onestamente, sincera.

© 2024 Rockon.it

  • Reactions

    0
    0
    0
    0
    0
    0

    Your email address will not be published. Required fields are marked *